Quando pratichiamo sport siamo abituati a considerare molti aspetti: selezioniamo le scarpe, i calzini, l’abbigliamento e gli accessori, tutte cose molto importanti per migliorare le nostre prestazioni. E’ per questo che è fondamentale avere un abbigliamento tecnico adeguato. Anche se, in realtà, possiamo fare sport con qualsiasi abbigliamento sportivo generalista, quello specifico ha delle caratteristiche speciali che influiscono sul rendimento e quindi sui tuoi risultati.

I-Exe è l’esempio di abbigliamento tecnico di alta qualità ma più che di abbigliamento tecnico, sarebbe il caso di parlare di un condensato di tecnologie che – in equilibrio tra loro – collaborano per metterti nelle condizioni di dare il meglio di te stesso. Questo marchio italiano disegna capi dove qualità e flessibilità fanno parte di una tecnologia avanzata.

Il laboratorio di ricerca e sviluppo di questa azienda ha cercato e trovato i migliori materiali al mondo scommettendo su un disegno particolare e mano d’opera esclusivamente italiana, dando come risultato capi di alta qualità a prezzi competitivi. Se sei uno sportivo professionista e stai leggendo questo articolo conoscerai la differenza che si coglie, a livello di performance, in allenamento come in gara, con capi di alta qualità.

I capi di I-exe, brand italiano emergente, rientrano in un segmento di abbigliamento “performance” dedicato a runner, triatleti, ciclisti, sciatori e – più in generale – a tutti gli atleti che hanno bisogno di avere massime prestazioni da ogni dettaglio per poter esprimere tutte le loro potenzialità.

Nello specifico le caratteristiche dei capi di I-exe sono:

  • Autocontrollo della temperatura corpórea
  • Polipropilene a fibra cava trattato agli ioni d’argento
  • Effetto di bloccaggio dinamico e vestibilità comoda
  • Fibra di bioceramica per il recupero dell’energia grazie all’effetto dei raggi infrarossi

È essenziale avere un abbigliamento che protege adeguatamente senza eliminare il movimiento. Nei capi a manica lunga e corta, pantaloni lunghi e corti questa tecnología permette un alto rendimento e un recupero più efficace, questo grazie all’adattamento al corpo dello sportivo.

Quando parliamo di abbigliamento tecnico, differenziamo il supporto dalla compressione. C’è una profonda differenza tra supporto e compressione. Se il primo aiuta a mantenere un giusto assetto anche nei muscoli inutilizzati, la seconda favorisce l’ossigenazione dei tessuti. Sia i pantaloni che le maglie – soprattutto quelli lunghi perché coprono una maggiore superficie del corpo – ti fanno sentire protetto e stabile. In aggiunta – perché non è ancora finita – c’è un effetto “taping dinamico” che favorisce l’elasticità dei tessuti tramite micro-massaggi continui che permettono una detossinazione continua dei muscoli che lavorano durante la performance fisica.

Possiamo affermare che questi capi sono il complemento perfetto per lo sportivo grazie alla loro comodità, termoregolazione e giusta compressione.

Scopri in esclusiva su Runnics tutti i capi di I-exe e migliora la tua performance sportiva grazie alle caratteristiche di questo abbigliamento tecnico.

Saucony ha una lunga storia che risale al 1898, quando fu fondata da quattro soci come fabbrica di calzature a Kutztown, una cittadina della Pennsylvania.

Da dove viene il nome Saucony?

Nel 1910 la storia di Saucony era appena cominciata, ma stavano già producendo 800 paia di scarpe al giorno nella loro fabbrica a due piani a Saucony Creek (Saucony Creek) un nome che deriva dall’espressione indiana “saconk” che, nella lingua della tribù Lenni Lenape, significa “dove due fiumi corrono insieme”.

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A proposito, nella lingua originale, la parola Saucony è pronunciata soc-iu-ni.

La prima metà del XX secolo: decolla l’atletismo

Nella prima metà del 20° secolo, l’atletica diventò popolare e il numero di atleti si moltiplicò in modo esponenziale. A quel tempo non c’erano scarpe da corsa vere e proprie. La gente correva con scarpe con i chiodi o semplicemente, a piedi nudi.

Saucony decise di creare delle scarpe per aiutare gli atleti a correre meglio e nel 1958 nacque il primo modello della gamma sneakers da running di Saucony, le Spike 7446.

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Gli anni 70: L’atletismo e Saucony arrivano alla grande distribuzione

Ai giochi olimpici del 1972, l’atleta americano Frank Shorter vinse la medaglia d’oro nella maratona, scatenando la moda per l’atletica negli Stati Uniti, dove la corsa diventò improvvisamente uno sport di massa.

Contemporaneamente Saucony diventò da un marchio conosciuto esclusivamente da atleti e tracker ad uno dei produttori più famosi degli Stati Uniti dove le sue scarpe sono diventate popolarissime, non solo per il running, ma anche come scarpe casual.historia-saucony-70s

Gli anni 80: arriva la tecnologia

Durante gli anni ’80, le marche sportive iniziarono ad introdurre alcuni dei progressi tecnologici oggi comuni nelle scarpe da corsa. Saucony che era già esperta, lanciò alcuni dei suoi modelli più leggendari: Saucony Trainer 80 è stata una delle prime scarpe ad avere un fondo antiscivolo e ad eliminare il livello di cartone nella suola – comune nelle scarpe sportive dell’epoca – cucendo la tomaia direttamente sull’intra-suola per ottenere una scarpa più leggera e naturale.

Nel 1981, la Saucony Jazz fu la prima scarpa della storia di Saucony ad incorporare le figure triangolari nella suola, così caratteristiche del marchio che possiamo vederle ancora nei modelli attuali.

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Nel 1983, indossando una Saucony, il neozelandese Rod Dixon vinse la maratona di New York in una delle finali più spettacolari della storia dell’atletica.

Gli anni 90 e il XXI secolo: grandi cambiamenti aziendali

Nel 2005, Saucony fu comprata da un’altra produttrice di scarpe, la Stride Rite Corporation, che a sua volta nel 2007 venne acquisita da Payless ShoeSource, una catena di negozi di scarpe.

Un’epoca di grandi cambiamenti aziendali poco positivi per questo marchio fino a quando non risorse grazie a…

La Saucony Kinvara fu la pioniera del natural running, una tendenza che trasformo todo il catalogo di Saucony e il settore del running nel

2009: Saucony Kinvara, la nascita di un mito

Nel 2009 nacque la Kinvara, un mito nella storia Saucony. Inspirata alle richieste degli atleti patrocinati dalla marca che volevano un modello per correre in modo più “naturale”, con la Saucony Kinvara si cercò di tornare alle origini, eliminando tutto ciò che non era necessario, senza però rinunciare ad una buona ammortizzazione.

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Disegnarono questo modello con un drop ridotto di appena 4mm dal tallone alla punta, essendo la pionera di quello che poi si sarebbe conosciuto come natural running, tendenza che trasformó completamente il catalogo di Saucony e il mercato del running.

Saucony oggi

Saucony è una delle marche più conosciute sia nelle maratone amatoriali che in quelle professionali, dove patrocina atleti come Lauryn WilliamsDeeDee Trotter o Molly Huddle.

La marca ha dato il via a una tendenza che l’ha portata ad abbassare il drop medio dei suoi modelli più richiesti, dai 12mm agli 8mm per ottenere una calzata più naturale. Saucony ha chiamato questo tipo di design Geometry of Strong.

Se invece vuoi conoscere la gamma attuale di Saucony, dalla famosissima scarpa da trail -la Saucony Xodus– fino al suo modello di punta, la Saucony Triumph ISO, non dimenticare di dare un’occhiata alla pagina che abbiamo dedicato a questa marca Saucony in Runnics.