22 Mag 2019
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Le scarpe sono il cuore dell’abbigliamento da corsa, ma a ben poco serve controllare peso e appoggio del piede, se poi non corriamo in modo efficiente, con una buona tecnica di corsa.

Una postura di corsa scorretta è probabilmente il fattore principale che causa lesioni, motivo per cui é importante prenderne coscienza e correggerla dove necessario. Durante una gara o un allenamento, man mano che ci stanchiamo, ci facciamo meno attenzione, ma se costruiamo una buona postura quando iniziamo, riusciremo a mantenerla in modo più costante durante tutta la sessione.

All’inizio sarà complicato, ma prestandoci attenzione quotidianamente, riusciremo ad interiorizzare una buona condotta.

1.- Testa: sguardo in avanti, sempre dritto. Mai in alto o guardando a terra, che succede spesso quando siamo stanchi. In questo modo manterremo la schiena dritta.

2.- Busto: retto o leggermente inclinato in avanti. Un buon esempio di postura lo abbiamo dalla atleta spagnola di medio fondo Isabel Macías.

3.- Braccia: dovremmo raggiungere un equilibrio fluido, mantenendo le braccia piegate in un angolo di circa 90º. Non bisogna abbandonarle, né mantenerle in tensione visto che solo un leggero movimento delle braccia ci aiuterà a correre più armoniosamente. Componente che non influisce a ritmo lento, ma se si vuol guadagnare velocità é importante considerare.

4.- Mani: tenerle completamente aperte o con i pugni chiusi provoca un inutile spreco di energia. Più naturale tenerle semichiuse, come se reggessimo un uovo (sí, fa ridere).

5.- Spalle: da evitare tenerle tese, tendenza comune quanto portano lo sguardo in avanti. Invece mantenerle rilassate e senza tensione, porta a un minor rilascio di energia e uno stile di corsa più fluido.

6.- Gomiti: si dovrebbe evitare di tenerli attaccati al busto, fermo tenendo l’oscillazione delle braccia che é bene mantenere. Tenerli aperte non é naturale (anche se possiamo vedere qualche atleta da pista che ne abusa, per evitare esser sorpassato).

7.- Apertura delle gambe: uno degli aspetti tecnici principali. Per arrivare a una tecnica efficiente si dovrebbe ottenere un movimento per cui, quando la gamba sinistra é appoggiata in avanti, il braccio destro compensa all’indietro (e viceversa). Per molti sarà un movimento naturale, ma se così non fosse (non c’é modo migliore di saperlo facendosi riprendere o riprendendosi da soli), bisogna cominciare a svilupparlo a passo lento, per poi adottarlo anche a ritmo più alto.

Inoltre, si dovrebbe cercare di appoggiare con la parte media o anteriore del piede, pratica che non viene naturale alla maggior parte dei runner, che poi per evitare lesioni al ginocchio, son costretti a compensare rafforzando i polpacci. Non si consiglia di fare il cambio in modo improvviso, altrimenti provocheremo un sovraccarico ai tendini, ma facendolo 5 minuti il primo giorno ed aumentando progressivamente ad ogni sessione di allenamento, si evolverà nel migliore dei modi.

Per avere una buona ispirazione, osserva lo stile della mezzofondista e maratoneta etiope Tirunesh Dibaba, recordwoman dei 5.000 metri piani:

Con quali scarpe corri correttamente?

La Nimbus è la regina delle scarpe da running, il modello più venduto in assoluto.

È una scarpa neutra, con ottimi ammortizzatori e con un appoggio morbido. È comodissima, stabile e perfetta per l’atleta di peso medio-alto che é alla ricerca di una  scarpa per ogni tipo di allenamento con un ritmo fino ai 4:00/km. È un modello di alta gamma, di qualità notevole. Si può usare anche con suole interne.

La  Glycerin è  la scarpa neutra di alta gamma di Brooks, oltre ad essere una delle migliori nel suo genere.

Questa scarpa é fatta di materiali di altissima qualità, motivo per cui il modello risulta estremamente comodo e stabile. Consigliate per correre fino ad un ritmo di 4:20/km, dotate di ottimi ammortizzatori, motivo per cui si considera adatta agli atleti fino ai 95-100 kg e alle atlete fino agli 80-85kg. È perfetta per gli allenamenti quotidiani e possono essere usate anche con suole interne.

Le Enigma 5 sono un modello creato per gli atleti di peso elevato, per gli uomini oltre i 100 kg e per le donne sopra ai 90kg. Ma anche  podisti di 80 kg la possono utilizzare con gli stessi benefici.

Mizuno combina al modello Enigma le tecnologie più avanzate, come il composto U4iCX dell’intrasuola che le conferisce un ulteriore livello di ammortizzazione, pur mantenere una piacevolie sensazione di appoggio.

Probabilmente il modello perfetto per chi ha un peso sopra la media e vuole proteggersi adeguatamente da urti e sollecitazioni derivanti dalla corsa.

Lanciata al principio del 2015 come “la miglior scarpa del mondo”, senza dubbio le Ultra Boost sono diventate sinonimo di eccellenza.

Comodissime, dotate di un ammortizzazione strutturata (100% Boost su fondo intermedio) e anche leggere, combinazione che permette ad un atleta di peso elevato, mediamente allenato che si proponga l’obiettivo di aumentare il ritmo di allenamento, di usare quotidianamente le Ultra Boost per procedere in modo più agile.

Le Vomero 12 sono la scelta migliore tra le Nike dedicate ai runner di peso elevato. É un modello neutro, con una strutturata ammonizzazione e dall’ultima versione di quest’anno, sono anche estremamente leggere.

Un modello perfetto per la fase di rodaggio de allenamento lento, ma  anche per  prestazioni a un ritmo di 4:20-4:30/km. Con l’aggiunta del “Lunarlon” al fondo intermedio, non ha la stesso appoggio soffice delle versioni precedenti, ma mantiene la stessa elasticità. Ideale anche per chi utilizza suole interne.

Triumph ISO 3 é il modello di qualità più alta di Saucony. Nella seconda versione in ISOfit nella parte superiore, Saucony ha introdotto il nuovo materiale EVERUN nella suola intermedia, un composto molto simile al Boost di Adidas.

Il risultato é pressoché stupefacente. Una scarpa quasi perfetta sin dalla sua prima versione, ora in assoluto una delle migliori nel suo genere.

È ideale per runner uomini fino ai 100kg e donne fino ai 85-90 kg. Coloro che hanno un peso superiore a 75 e 60 kg, le possono utilizzare per allenamenti di ogni tipo, con un ritmo superiore ai 4:15/km.

Le Kayano 23 sono il primo modello gemello ed equivalente alle Nimbus, vale a dire, la più alta gamma per i runner che pronano all’appoggio del piede, poiché ha un apposito supporto nell’arco che permette di correggere la rotazione della caviglia.

È uno dei modelli più popolati e venduti, con una qualità altissima e più di 20 versioni precedenti.

È perfetta come scarpa da allenamento per runner di oltre 75 kg che prediligono un appoggio confortevole e una lunga durata.

Le Wave Paradox sono la versione per pronatori dell’ Enigma 5, dotate di un elevato livello di ammortizzazione e di un’altissima qualità nei materiali.

Le possono utilizzare i runner che pronano all’appoggio del piede e che hanno bisogno di correggere questa tendenza, coloro che hanno un peso al di sopra dei 70-75 kg e un ritmo massimo di 4:30/km.

Modello comodissimo ed estremamente stabile.

Le Transcend de Brooks sono attualmente uno dei migliori modelli per pronatori di peso elevato.

Nonostante ne esistano solo due versioni, questo modello é dotato di un’ammortizzazione sublime, con una stabilità superiore alla concorrenza e una perfetta adattabilità.

Una scarpa da puro allenamento, con un peso ridotto (330 gr) con una durata enorme, certamente oltre i 1000 km.

Chiudiamo con le M1260 v7, altro modello di alta qualità per pronatori di peso elevato.

È ideale per i runner dai 70 ai 90 kg e per le donne dai 55 agli 80 kg.

Coloro che vogliono indossare un modello leggero, nel segmento scarpa da allenamento, sceglieranno la New Balance 1260 v5 con estrema soddisfazione.

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