1 Ott 2019
Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Uno dei dubbi più diffusi tra i runner é… ogni quanto devo cambiare le mie scarpe da corsa? Non c’é una risposta fissa e concreta e chi te ne da una, sta bluffando, perché la risposta dipende da vari fattori, anche se si può sempre fare un approssimazione in funzione delle caratteristiche e del tipo di scarpa.

La prima metrica che di solito sentiamo dire é “per un paio di scarpe da allenamento, circa 800 chilometri”, quando poi nostro cognato usa le stesse scarpe da 3 anni e ci avrà fatto 3000 chilometri (almeno…). Ripassiamo allora i fattori condizionanti:

Il fondo

Il fondo é una delle parti della scarpa che si consuma prima, visto che é in costante contatto con il terreno e viene sollecitato ad ogni passo. Oggi non abbiamo più i problemi di suola che avevamo anni addietro, perché i materiali son migliorati e i fondi non si consumano cosí rapidamente, ma bisogna sempre tener presente che se nel nostro paio di scarpe si consumano velocemente, avremo tra le mani un prodotto di bassa qualità.

L’upper

Quando un paio di scarpe si rompe normalmente é per l’upper, perché si scuce o avendo comprato un numero preciso, ci saranno punti che sottosforzo arriveranno a cedere. Di solito accade per mancanza di attenzione del compratore più che per una caratteristica delle scarpe, anche se può succedere che alcuni modelli siano difettosi e possono rompersi prima del previsto per problemi di fabbrica. Se succede con meno di 200 chilometri, ti consigliamo di contattare il negozio dove le hai comprate.

L’ammortizzazione

Quando a rompersi non sono né la suola né l’upper, diventano gli ammortizzatori a determinare la vita utile della scarpa, non perché si rompono ma smettono di funzionare e la scarpa smette di essere efficiente. Anche se a vista sembrerà identico (o un po’ consumata dagli allenamenti), sarà internamente usurata.  Ci sono scarpe che possono durare 3000 chilometri, sí, é vero, ma non sono le scarpe che hai nell’armadio, ma tutt’altro calibro di modello.

Visto che l’usura non sempre é visibile, é necessario fare una stima di quello che può durare una scarpa in base al tipo. Una scarpa da gara lleggera, visto che ha poca ammortizzazione può durare dai 300 ai 500 kilómetros. Una scarpa da allenamento dagli 800 ai1000 chilometri, e una scarpa da trail running un po’ di piu, anche se di solito sono il fondo o l’upper a consumarsi.

Tu, il runner

Non solo il tipo di scarpa determina la sua vita utile, anche tu contribuisci. In base a come appoggi, quanto pesi, il tuo livello di pronazione, quanto ti prendi cura di loro… tutto conta. Un runner di 100kg consumerà prima un modello con le stesse caratteristiche di uno che ne pesa 80 kg. Semplice fisica. Motivo per cui dare un valore specifico della durata delle scarpe é rischioso, quando i fattori in gioco sono molteplici, come in questo caso.

Consigli

  • Tieni d’occhio il fondo delle tue scarpe. Se é visibilmente consumato, é ora di cambiarle.
  • Se hai fatto circa 900 km sullo stesso paio di scarpe che usi anche per allenare, potresti aver bisogno di cambiarle. Se sono un modello leggero, meglio non superare i  600 km.
  • Puoi continuare a usare queste scarpe se non puoi cambiarle, ma cosciente del rischio che porta con sé,visto che ormai non sono più le stesse scarpe che hai comprato. Puoi continuare ad usarle anche dopo i 1500 km? Sí, per fai attenzione perché non te lo consigliamo.

E voi, ogni quanto tempo cambiate le vostre scarpe?

La Nimbus è la regina delle scarpe da running, il modello più venduto in assoluto.

È una scarpa neutra, con ottimi ammortizzatori e con un appoggio morbido. È comodissima, stabile e perfetta per l’atleta di peso medio-alto che é alla ricerca di una  scarpa per ogni tipo di allenamento con un ritmo fino ai 4:00/km. È un modello di alta gamma, di qualità notevole. Si può usare anche con suole interne.

La  Glycerin è  la scarpa neutra di alta gamma di Brooks, oltre ad essere una delle migliori nel suo genere.

Questa scarpa é fatta di materiali di altissima qualità, motivo per cui il modello risulta estremamente comodo e stabile. Consigliate per correre fino ad un ritmo di 4:20/km, dotate di ottimi ammortizzatori, motivo per cui si considera adatta agli atleti fino ai 95-100 kg e alle atlete fino agli 80-85kg. È perfetta per gli allenamenti quotidiani e possono essere usate anche con suole interne.

Le Enigma 5 sono un modello creato per gli atleti di peso elevato, per gli uomini oltre i 100 kg e per le donne sopra ai 90kg. Ma anche  podisti di 80 kg la possono utilizzare con gli stessi benefici.

Mizuno combina al modello Enigma le tecnologie più avanzate, come il composto U4iCX dell’intrasuola che le conferisce un ulteriore livello di ammortizzazione, pur mantenere una piacevolie sensazione di appoggio.

Probabilmente il modello perfetto per chi ha un peso sopra la media e vuole proteggersi adeguatamente da urti e sollecitazioni derivanti dalla corsa.

Lanciata al principio del 2015 come “la miglior scarpa del mondo”, senza dubbio le Ultra Boost sono diventate sinonimo di eccellenza.

Comodissime, dotate di un ammortizzazione strutturata (100% Boost su fondo intermedio) e anche leggere, combinazione che permette ad un atleta di peso elevato, mediamente allenato che si proponga l’obiettivo di aumentare il ritmo di allenamento, di usare quotidianamente le Ultra Boost per procedere in modo più agile.

Le Vomero 12 sono la scelta migliore tra le Nike dedicate ai runner di peso elevato. É un modello neutro, con una strutturata ammonizzazione e dall’ultima versione di quest’anno, sono anche estremamente leggere.

Un modello perfetto per la fase di rodaggio de allenamento lento, ma  anche per  prestazioni a un ritmo di 4:20-4:30/km. Con l’aggiunta del “Lunarlon” al fondo intermedio, non ha la stesso appoggio soffice delle versioni precedenti, ma mantiene la stessa elasticità. Ideale anche per chi utilizza suole interne.

Triumph ISO 3 é il modello di qualità più alta di Saucony. Nella seconda versione in ISOfit nella parte superiore, Saucony ha introdotto il nuovo materiale EVERUN nella suola intermedia, un composto molto simile al Boost di Adidas.

Il risultato é pressoché stupefacente. Una scarpa quasi perfetta sin dalla sua prima versione, ora in assoluto una delle migliori nel suo genere.

È ideale per runner uomini fino ai 100kg e donne fino ai 85-90 kg. Coloro che hanno un peso superiore a 75 e 60 kg, le possono utilizzare per allenamenti di ogni tipo, con un ritmo superiore ai 4:15/km.

Le Kayano 23 sono il primo modello gemello ed equivalente alle Nimbus, vale a dire, la più alta gamma per i runner che pronano all’appoggio del piede, poiché ha un apposito supporto nell’arco che permette di correggere la rotazione della caviglia.

È uno dei modelli più popolati e venduti, con una qualità altissima e più di 20 versioni precedenti.

È perfetta come scarpa da allenamento per runner di oltre 75 kg che prediligono un appoggio confortevole e una lunga durata.

Le Wave Paradox sono la versione per pronatori dell’ Enigma 5, dotate di un elevato livello di ammortizzazione e di un’altissima qualità nei materiali.

Le possono utilizzare i runner che pronano all’appoggio del piede e che hanno bisogno di correggere questa tendenza, coloro che hanno un peso al di sopra dei 70-75 kg e un ritmo massimo di 4:30/km.

Modello comodissimo ed estremamente stabile.

Le Transcend de Brooks sono attualmente uno dei migliori modelli per pronatori di peso elevato.

Nonostante ne esistano solo due versioni, questo modello é dotato di un’ammortizzazione sublime, con una stabilità superiore alla concorrenza e una perfetta adattabilità.

Una scarpa da puro allenamento, con un peso ridotto (330 gr) con una durata enorme, certamente oltre i 1000 km.

Chiudiamo con le M1260 v7, altro modello di alta qualità per pronatori di peso elevato.

È ideale per i runner dai 70 ai 90 kg e per le donne dai 55 agli 80 kg.

Coloro che vogliono indossare un modello leggero, nel segmento scarpa da allenamento, sceglieranno la New Balance 1260 v5 con estrema soddisfazione.

ARTICOLI CORRELATI